Cerimonie

Villa Taverna è pronta ad ospitare in uno scenario unico e suggestivo, la cerimonia più importante della vostra vita. I saloni settecenteschi accoglieranno, in un’atmosfera raffinata, eleganti banchetti, ricevimenti e feste a tema, trasformandoli in ricordi indelebili.

Mostre
La struttura sobria ed elegante dal fascino senza tempo, inserita nell’immenso parco secolare, rende Villa Taverna l'ambiente esclusivo per la realizzazione di qualunque iniziativa di risonanza locale e nazionale.
Storia

Villa Taverna, che in passato era una masseria, sorse nella seconda metà del XVIII secolo, sulla scia della nuova urbanizzazione delle campagne come rifugio per ricchi latifondisti dove trascorrere periodi di riposo e svago. L’edificio, infatti, si trova lungo l’antico asse viario che collegava Gallipoli a Taranto, in un una località rinomata per l’intensa coltivazione di olivi e viti e in un punto in cui doveva trovarsi una taverna per i viaggiatori.

L’antico ricovero era probabilmente la costruzione situata accanto alla Villa vera e propria. Secondo le iscrizioni poste sul portale nord, la Villa fu costruita nel 1780 da Diego Massa, detto Didaco, per passare serenamente la sua vecchiaia in un luogo situato in un’amena campagna tra il mare ed il colle con tanto timo da fare invidia alla reggia di Alcinoo.

Approfondimenti
Il fabbricato della Villa sembra risalire al XV secolo e l'ipotesi più probabile è che, in origine, fosse un posto di ristoro e di cambio dei cavalli.
L’edificio sorge lungo l’antico asse viario che collegava Gallipoli a Taranto, ancor prima Messapia Salentina di cui ancora oggi, restano, ad occhio esperto, evidenti tracce.

A partire dal 1755 sul territorio di Nardò, dalle antiche masserie, sorsero le prime ville tra cui quella vescovile e quella nota come “La Scraceta”, nonché appunto Villa Taverna, che rimase proprietà della famiglia Massa per quarant’anni fino al 1820 quando fu venduta dal barone Giuseppe Massa ad Amodeo Manieri per 1.600 ducati. Per asse ereditario è poi passata alla famiglia Onorato-Manieri e attualmente appartiene alla famiglia Onorato.

Da un punto di vista climatico, l'intera zona delle Cenate è ideale: protetta dai nocivi venti meridionali dal promontorio di Torre dell'Alto, prende solo parzialmente i venti di tramontana, freschi e piacevoli nell'afa dell'estate, mentre i pini di Porto Selvaggio, piantati tra le due guerre sul promontorio prospiciente il mare, oggi contribuiscono ulteriormente a filtrare l'umidità marina.

La località è sempre stata rinomata, nonché intensamente coltivata a olivi e viti: lo stesso toponimo "Cenate" deriva dal tipo di uva che vi si coltivava, la qualità "acenata". Anticamente isolata nella campagna, in un'area coperta da macchia mediterranea, vicino soltanto ad una torre medioevale, l'edificio è oggi non distante dall'incrocio con la nuova strada per Avetrana dove, a partire dal secondo dopoguerra, sono state costruite ville e villette che hanno alterato il contesto primitivo.

Ciò nonostante, grazie ai due ettari di terreno circostante ed alla strada di accesso, oggi scarsamente transitata, Villa Taverna appare isolata ed immersa nel verde.